Ti capita di sentirti la pancia “gonfia come un pallone”?
Addirittura qualche volta avverti qualche “dolorino” da tensione?
Leggi l’articolo e saprai cosa fare.
Ti capita di sentirti la pancia “gonfia come un pallone”?
Addirittura qualche volta avverti qualche “dolorino” da tensione?
Leggi l’articolo e saprai cosa fare.
Forse non lo sai ma è un problema molto comune, che nulla ha a che fare con il controllo del peso ma che molto ha a che fare con equilibrio intestinale e alimentazione.
Te lo dico perché molte clienti che si rivolgono a me per un percorso nutrizionale perdono peso sì, ma poi questo fastidioso fenomeno si verifica puntualmente e, pur avendo ottenuto buoni risultati in termini di perdita di peso, in realtà non sono soddisfatte perché
– “il jeans non si chiude se non a fatica”
– “il tubino continua a fare pieghe là dove non dovrebbe”
– “alla sera in particolare mi sembra di aver inghiottito un elefante…”
– “mi sento una mongolfiera e non mi sembra nemmeno che i miei sacrifici abbiano avuto l’effetto sperato!”

Per prima cosa andiamo a vedere quali sono le cause e quali le strategie da adottare per migliorare questa sgradevole condizione?
Le cause sono principalmente tre:
Ebbene sì: non “siamo fatti tutti uguali” e nemmeno il nostro intestino lo è!
A seconda della modalità con cui si manifesta il disagio (addome gonfio dopo i pasti, oppure piatto al mattino e molto gonfio e teso alla sera, presenza di flatulenza o di punti dolenti) è possibile che la componente microbica del nostro intestino (quei batteri virus e funghi che abitualmente convivono nel nostro organismo e spesso “danno una mano” al processo digestivo) non sia in equilibrio.
L’alimentazione influenza fortemente la composizione di una parte piuttosto che un’altra di essi (pensate: sono sufficienti 10 giorni di alimentazione scorretta perché questi microrganismi ne risentano!), andando al alterare l’equilibrio e portando a fermentazioni che generano aria, tensione, a volte appunto anche dolore.
Indagando sulle abitudini alimentari e sulla sintomatologia si potrà comprendere se la tensione deriva da un eccesso di carboidrati e si traduce quindi in un aumento delle specie fermentative che causano gonfiore e “senso di pienezza” eccessivo, o in un eccessivo consumo di proteine che causano produzione di aria in eccesso, tensione e fenomeni di flatulenza.
La soluzione?
Aggiustare l’alimentazione ed intervenire prima con una vera e propria “pulizia” dell’intestino in modo da eliminare tossine e microrganismi in eccesso e successivamente con una reintegrazione dei microrganismi carenti.
Ti sembra complicato?
Non lo è affatto!
Si interviene infatti con un uso mirato di probiotici (fermenti lattici) selezionati in modo che possano tranquillamente fare il loro lavoro “step by step”
Ecco uno dei motivi per cui è importante seguire un percorso e non “fare una dieta”, che magari è stata elaborata da un professionista ma sulla base delle prime informazioni che gli abbiamo fornito che danno forma ad un insieme di indicazioni costruite sulle nostre esigenze e sulla nostra persona ma che sono ancora un po’ generali: un po’ come quando si va dal sarto per un abito “su misura”: non basta scegliere la stoffa ed il modello e prendere le misure ma ci vogliono almeno un paio di prove per capire dove stringere, dove accorciare dove modificare: essere presenti a tutti gli incontri periodici che il percorso prevede ha proprio questo significato.
È solo in sede di controllo infatti che le indicazioni diventano di volta in volta più “personalizzate” e quindi rispondenti ai veri “bisogni” del cliente. Compreso il discorso “pancia gonfia” (che a volte può essere causato o acuito proprio dal cambio di alimentazione).
Ebbene sì, ancora lui!

Che ci perseguita un po’ tutti, che si manifesta in mille modi diversi ma che alla fine fa danni più grandi di quanto possiamo immaginare!
Compresa la fastidiosa “pancia gonfia”!
Ho conosciuto persone (e io sono stata una di quelle) che…a colazione una cosa veloce, a pranzo un panino davanti al computer e…alla sera non ci vedo più dalla fame…così mi mangio tutto quello che trovo!
E mangio veloce: perché a pranzo “non ho tempo” a cena “muoio di fame”
Così digerisco male: perché il cibo invece di rimanere in bocca il tempo necessario per poter essere sminuzzato e parzialmente digerito dalla saliva (ma lo sapevi che la prima digestione incomincia proprio in bocca perché nella saliva sono presenti sostanze che hanno capacità digestiva) e una cattiva digestione costringe l’intestino ad un superlavoro che si traduce in un maggior rischio di fermentazione.
Non solo: mentre mangio veloce magari parlo pure, al telefono, con gli altri commensali (qualcuno mi ha confessato di parlare pure con il telegiornale che lo fa troppo arrabbiare!)
Così mentre mangio inghiotto – ARIA – E tutta quell’aria dove va?
Esattamente nel mio stomaco e nel mio intestino a determinare gonfiore
Lo stress inoltre, a causa di una fitta rete di collegamento che esiste fra intestino e cervello e che coinvolge una serie di sostanze (ormoni) che trasmettono messaggi dall’uno all’altro determina uno squilibrio, ancora una volta a livello intestinale, che determina un cambiamento nella popolazione microbica con le conseguenze che abbiamo già avuto modo di vedere.
Alcuni di noi sono più sensibili a determinate sostanze in grado di scatenare una risposta immunitaria diversa e meno violenta di quella allergica ma comunque invalidante e che ha fra le sue manifestazioni anche il gonfiore addominale.
Attenzione però: non precipitatevi a fare un Test delle intolleranze alimentari, magari presso uno di quegli esercizi che ve lo propongono come se fosse la soluzione a tutti i problemi.

Un Test per le intolleranze deve essere condotto in precise condizioni, ad esempio dopo aver seguito almeno tre settimane di una alimentazione varia e nella quale siano presenti con una rotazione precisa tutti gli alimenti testati perché altrimenti rischierebbe di dare dei falsi positivi o addirittura dei falsi negativi.
Vi svelo un segreto: su 10 persone che mi chiedono in prima battuta di fare il Test ed alle quali io spiego nel dettaglio questo principio, se mi danno fiducia, e portano avanti questo tipo di alimentazione per almeno due mesi solo una arriva a fare il test evitandosi così una vita di restrizioni, un lungo ed inutile percorso e risparmia anche qualche soldino.
Assunzione di terapie continuative (farmaci)
Molto spesso ci sono persone che, per diversi motivi di salute o patologie, devono assumere quotidianamente farmaci che assicurano loro la sopravvivenza.
I farmaci in questi casi sono preziosi ed indispensabili e non vanno mai interrotti (né va modificata la terapia) se non sotto stretto controllo medico.
I farmaci però possono ancora una volta alterare il delicato equilibrio dell’intestino e portare a fermentazioni che causano la fastidiosa sensazione di “pancia gonfia”
In tutti questi casi ci sono comportamenti che possono esserci di aiuto per ridurre la tendenza del nostro addome a “gonfiare” e diminuire in modo sensibile il disagio.
Vediamoli uno per uno
Nella nostra alimentazione la frutta è importantissima: è fonte di vitamine e Sali minerali, di fibre e soprattutto di acqua.
Se la consumiamo rispettando la stagionalità inoltre ci fornisce quei macro e micronutrienti che ci sono utili proprio in quel momento dell’anno: la vitamina C delle arance in inverno che rinforza il nostro sistema immunitario quando siamo più soggetti a malattie da raffreddamento, il Licopene dei pomodori in estate quando siamo maggiormente esposti ai danni della luce (è un potente antiossidante.
Se però consumata a fine pasto la frutta tende a fermentare eccessivamente e non solo, ad aumentare anche la fermentazione dei cibi consumati in precedenza: ecco perché è facile trovarsi, a fine di un pasto (di solito particolarmente ricco in carboidrati come pasta pane o patate) con la pancia gonfia, soprattutto se lo si è concluso con la frutta.
Ricordiamoci sempre però di quanto questo alimento sia importante e di come almeno due porzioni di frutta debbano sempre fare parte della nostra alimentazione: consumiamole ad almeno due ore di distanza dal pasto principale, ad esempio come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio.
Lo stesso, ahimè, vale per i dolci!!!!

Si tratta di un ottimo rimedio in grado di adsorbire i gas intestinali (che comunque sono sempre un po’ presenti) e che distende la muscolatura liscia dell’intestino facilitandone il naturale movimento
Per la sue preparazione si utilizza il Finocchietto selvatico di cui vengono raccolti foglie, semi e fiori (anche se i semi sono la componente più preziosa ed efficace) e se ne trovano in commercio ottime preparazioni anche già pronte all’uso.
Nelle parti aeree del finocchio (in particolare nei semi) sono infatti contenuti oli essenziali dalle proprietà digestive ed antinfiammatorie oltre che diuretiche.
Questa tisana è quindi perfetta come infuso dopo pasto, contro la digestione lenta, il gonfiore e la flatulenza.
Un consiglio: potete prepararne un piccolo thermos che vi permetta di consumarla anche durante la giornata.
Vi aiuterà a mantenere il giusto apporto idrico beneficiando delle sue proprietà.
Come prepararla?
Un cucchiaio di semi di finocchio in acqua bollente, lasciate in infusione per 10 minuti e filtrate (in alternativa come vi dicevo, si trovano filtri già pronti).

Dell’importanza della masticazione vi ho già accennato all’inizio di questo articolo.
Prendetevi il giusto tempo per masticare e mangiare in modo da non favorire, come abbiamo visto, la formazione di gas intestinali.
Il cibo risulterà più liquido, e maggiormente digeribile.
Inoltre tenete presente che dal momento in cui il cibo raggiunge lo stomaco al momento in cui il nostro cervello in qualche modo “registra” che stiamo introducendo nutrienti e faccia in modo che incominciamo a “sentirci sazi” trascorrono circa 20 minuti.
Per questo motivo dobbiamo dare al nostro organismo il tempo di “coordinarsi” e far sì che non venga richiesta una eccessiva quantità di cibo (questo anche per non incominciare a prendere peso).
Ancora: se ci abituiamo a mangiare lentamente impareremo a “gustare” il cibo per ciò che esso è realmente e ad apprezzare ancora di più il suo sapore e la gioia che può trasmetterci.

In coloro che hanno una alimentazione ricca di proteine animali e scarsa di fibre (ad esempio tutti coloro che seguono una dieta non bilanciata ed iperproteica) si verificano spesso fenomeni di pancia gonfia accompagnati da tendenza alla stitichezza.
Per favorire una pancia piatta e migliorare il transito intestinale devono essere presenti nell’alimentazione alimenti ricchi in fibre come cereali integrali (orzo farro pasta integrale etc.), verdure (preferibilmente crude e frutta.
Nel caso di quei frutti la cui buccia è edibile è preferibile, dopo averli ben lavati, consumarli con la buccia (ricordiamoci inoltre che nella buccia dei frutti sono presenti sostanze nutrienti importanti per il nostro organismo).
Il motivo per cui le fibre sono così importanti è che non sciogliendosi (non completamente) in acqua esse formano con essa una sorta di “gel” che da un lato regola i picchi glicemici nel nostro intestino (migliorando l’assorbimento degli zuccheri) ma soprattutto rendono le feci più morbide e facili da eliminare.
Le fibre che invece si sciolgono nell’acqua regolano anch’esse l’assorbimento di zuccheri e grassi alimentari ottimizzando il processo digestivo.

Dopo il pasto, soprattutto quello serale, la tentazione di trovare riposo sul divano è veramente forte!
Questo però ha l’effetto di rendere più lenta la digestione con conseguente aumento dei processi fermentativi e di gonfiore.
Sarebbe bene, anche se questo non è sempre possibile, far seguire al pasto una breve camminata o comunque attendere almeno un paio d’ore prima di assumere una posizione distesa per favorire il passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino (se proprio vogliamo raggiungere il divano cerchiamo almeno di mettere un cuscino dietro la schiena in modo da non “incassarci troppo”.

È molto importante comporre il pasto nel modo giusto: in particolare ci sono combinazioni alimentari che sarebbe meglio evitare.
Se ingeriamo cibi che richiedono processi digestivi diversi fra loro costringiamo il nostro apparato digerente ad un superlavoro che si tradurrà in un rallentamento della digestione ed in una produzione di fermentazioni e gas intestinali.
Le più comuni combinazioni da evitare:

Può capitare che, nonostante tutte queste accortezze la pancia tenda comunque a gonfiare.
In questo caso esistono integratori che possono essere assunti per brevi periodi o “a cicli” per migliorare il funzionamento del sistema digerente e dell’intestino.
In particolare
– Gli enzimi digestivi sono elementi di natura proteica che aiutano l’apparato digerente ad elaborare e scomporre i cibi facilitandone digestione ed assimilazione. Normalmente questi elementi sono presenti nel nostro organismo e tutto funziona, se invece per un qualsiasi motivo ne siamo carenti possono verificarsi difficoltà nei processi digestivi. Una buona integrazione, da scegliere e condividere con il professionista della nutrizione, migliora la velocità digestiva evitando che il corpo accumuli tossine e che si instaurino fenomeni di fermentazione
– I Probiotici sono conosciuti più comunemente come “fermenti lattici” ed hanno la funzione di andare a reintegrare il patrimonio microbico presente nel nostro intestino. Assumere fermenti lattici vivi e soprattutto di origine umana (attenzione: lo yogurt non è un sostituti perché le specie presenti nell’intestino bovino sono differenti da quelle presenti nell’intestino dell’uomo) migliora e bilancia la flora batterica rendendo più semplici e veloci i processi di digestione e assimilazione.
CONCLUSIONI
La “pancia gonfia” è un problema comune ed un disagio molto fastidioso che può dipendere da diverse cause e che non affligge esclusivamente le persone in sovrappeso.
Ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare a migliorare questa condizione e a convivere meglio con “la nostra pancia” e li abbiamo visti insieme: se questo problema affligge anche te prova a seguirli e scrivimi per raccontarmi la tua esperienza.
Se sei interessata ad approfondire questo argomento, se desideri condividere la tua esperienza e farmi qualche domanda ti aspetto nei commenti qui sotto.
Se deciderai di intraprendere un percorso e hai voglia di una compagna di viaggio motivata ed attenta ti invito a lasciarmi il tuo contatto per essere chiamata per maggiori chiarimenti e, se lo deciderai, per fissare un appuntamento da me o nel mio “studio virtuale”.
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Stefania